Vitamina delle donne

8 dicembre 2016 | Categoria Articoli, Ginecologia, Gravidanza, Infertilità.

La vitamina D,è una vitamina che, a differenza delle altre, si comporta come se fosse un ormone, andando ad agire su diversi organi e tessuti.

Gli effetti favorevoli della vitamina D sono molti e molto importanti per la salute del nostro corpo, ma una carenza di vitamina di genera scompensi e provoca l’insorgere di patologie.
Livelli bassi di vitamina d possono derivare dalla poca esposizione al sole e da una alimentazione acida e poco equilibrata.
Molti studi nel corso degli anni hanno dimostrato la sua importanza nella prevenzione di diverse patologie tra cui tumori e disturbi del sistema nervoso ma anche nei confronti del mantenimento di un buon sistema immunitario .
Concentrazioni nel sangue di 25-idrossicalciferolo, la forma di vitamina D utilizzata dall’organismo, inferiori a 25-30 nanogrammi per millilitro (ng/ml) definiscono una carenza di vitamina D.
Numerosi studi evidenziano un ruolo centrale nella vita delle donne
dalla adolescenza alla eta riproduttiva con l’importanza di mantenere i livelli adeguati in gravidanza (minor rischio di preeclampsia) e ovviamente come gia noto in Menopausa.

Un ruolo fondamentale sta assumendo anche nelle coppie che ricercano una gravidanza , evidenziando spesso nelle donne (ma anche uomini) che sono in cura presso centri di infertilita livelli bassi di questa vitamina . Alcuni studi hanno dimostrato che le concentrazioni nel sangue di vitamina D sono più basse nelle donne con Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) rispetto a quelle che non presentano questa condizione, sia per ridurre la resistenza dei tessuti agli effetti dell’insulina (insulino-resistenza), sia nel migliorare gli esiti delle cure dell’infertilità.
Sembra che la vitamina D abbia un effetto sulla produzione di ormone anti-Mulleriano(AMH) e favorisce il mantenimento di una più efficiente riserva ovarica.
Inoltre,un altro rilievo interessante è quello che riguarda la maggiore frequenza di comparsa di miomi, nelle donne con carenza di vitamina D, e si è ipotizzato che alte concentrazioni della vitamina abbiano un qualche ruolo nei meccanismi di sviluppo dell’endometriosi.
Infine, sembra migliori i risultati delle tecniche di PMA favorendo l’impianto dell’embrione nell’utero.
La somministrazione di vitamina D è giustificata in presenza di concentrazioni nel sangue inferiori a 25 ng/ml, specialmente in donne obese, in quelle con insulino-resistenza e nei soggetti con una ridotta riserva ovarica , con malattie autoimmuni o in gravidanza .
Si consiglia la supplementazione anche nei gli uomini carenti che ricercano un figlio

Il mantenimento di buoni livelli si hanno con una dieta equilibrata e esposizione al sole anche e sopratutto d’inverno.
(Buone fonti alimentari di vitamina D sono: il pesce e gli oli che esso contiene, in particolare trota, sogliola, sgombro, salmone, pesce spada, storione, tonno e sardine; le uova, soprattutto il tuorlo; il latte, il burro; il fegato e i grassi animali, come quelli contenuti nelle carni di pollo, di anatra e di tacchino;i cereali e le verdure verdi ne sono ugualmente ricchi.)

Ricordiamoci che che la prescrizione della supplementazione di vitamina D deve essere sempre suggerita e prescritta dal medico curante nei modi e nei tempi adeguati perche se si eccede puo risultare tossica

per la bibiografia:
ilariafantacciniginecologa@gmail.com